Conoscersi

Nel mio cammino d’intensa esperienza ho affrontato e vissuto una ricca vastità d’interessi. che si concatenavano ben insieme: basi cliniche del corpo umano, espressioni della vita, patologie, apparenti patologie, somatizzazioni, trasgressioni, animo, spirito e, più ancora, confusione: emotività, rapporti fra genitori -figli- nonni- insegnanti- scuola- società.

Ho sentito profondamente l’impulso, il desiderio, l'esigenza di far in modo che il cerchio della vita potesse scorrere e ricongiungersi dolcemente in un rapporto semplice e sereno, sempre con tutta la volontà e l’onesta' di capire, in noi, per poter riuscire a trasmettere con parole o fatti la vera verità: vigili e coerenti, con una consapevole accettazione del presente; sapendo attendere con attenzione, generosità, umiltà, pazienza e tolleranza; senza mettere dighe nel fiume che va, e va…e va…; senza avere la pretesa di pensare di riparare errori del passato né voler modificare la realtà ma almeno migliorarla, arricchendola con valori spesso trascurati e vorrei sottolineare ancora, esprimendoci con parole che dicano, sappiano comunicare la verita', la profonda, vera verità, e ricordando sempre che nulla succede per caso, specie se non c’e'…l’impazienza!!

Il ricordo, il rispetto di se stessi, del “bambino-tu” passato, volerlo riconoscere ora ed imparare ad adeguarsi oggi!! Capire il presente significa ricordarci della nostra vita trascorsa ma non dimenticando mai che i nostri giovani, proiettati verso il loro infinito futuro (e quale futuro!), dovrebbero essere aiutati a vivere la loro vita………come noi abbiamo voluto viverci la nostra!!
Avere la “curiosità” ed accettare il presente, implica una base di sano ottimismo ed il desiderio di dare, trasmettere, magari con una “lettera per il futuro” la fiducia utile per…far acquisire quella AUTOSTIMA data da sicurezza e determinazione necessarie alla costruzione di una propria sana, forte e chiara AUTONOMIA.

Lo slogan che tanti anni fa avevo preferito portare avanti era che la vera prevenzione primaria, in qualsiasi ambito, dovrebbe iniziare fin da prima di nascere, anche perché la prevenzione secondaria ne sarebbe stata agevolata. Oggi, nel 2000 inoltrato, direi: prima del concepimento!

Tanto più dopo la lettura sulla memoria del feto dal libro “L’alba dell’ << Io >>” di C. V. Bellieni o della "Vita segreta del bambino" di Bernardi.